Quest’anno ho più che mai necessità di luce e di gioia, quindi, forse anche a causa della bella stagione protratta che ci ha abituati a numerose rifioriture, non mi rassegno all’idea di veder morire i colori del mio giardino.

In inverno l’ho sempre lasciato dormire aspettando la primavera con i suoi ritorni, ma ora non posso: ho un desiderio smisurato di ricevere, attraverso gli occhi, mille carezze per il cuore.

Poiché non sono esattamente del settore ed ho competenze limitate, mi sono messa su internet e tra le piante fiorite resistenti al gelo ho selezionato quelle che più mi piacevano.

Solo in seguito, poiché come tutti sanno le piante hanno anche un loro linguaggio simbolico, ho cercato quello specifico dei fiori da me scelti, ed il risultato mi è sembrato talmente sorprendente da dovervene parlare.

Ho scelto il Ciclamino, che come tutte le piante potenzialmente tossiche ha dei significati ambigui. E’ simbolo di fortuna, di fertilità e di amore sin dai tempi dei Greci e dei Romani, quindi segno di incoraggiamento e di augurio positivo, ma allo stesso tempo è simbolo di solitudine e di presagi oscuri.

Ho scelto la Viola del pensiero, che è portatrice di amore e di semplicità, e che richiama coi suoi innumerevoli colori i ricordi sereni.

Ho scelto l’Elleboro, che con la sua sontuosità invernale simboleggia il cambiamento, la liberazione da uno stato d’animo negativo, ma che con le sue proprietà misteriose consente, a chi ne è capace, di realizzare pozioni terapeutiche e filtri magici in grado di conferire poteri profetici e di guarigione, compreso anche quello dell’invisibilità…

Ho scelto l’Hebe, simbolo della giovinezza e della levità, ma anche dei saluti, degli addii, e della speranza che gli occhi divini veglino sempre sul viaggio delle persone amate.

Ho scelto la Camelia, che esprime bellezza ma anche l’impegno ad affrontare ogni sacrificio in nome dell’amore.

Ho scelto la Calancola per gli angoli più riparati ed assolati, simbolo dell’allegria, del sorriso, del buon umore e dell’ottimismo.

Insomma ciascuna di queste piante fiorite mi è sembrata rispecchiare ed evocare una parte ben precisa della mia anima, ed esplicitare alcuni miei desideri profondi, tanto da farmi domandare se sia stata davvero io a sceglierle, oppure se non siano state loro a scegliere me.

Chissà, forse la Natura nella sua modesta spontaneità ci ama e, attraverso una coscienza collettiva appartenente a tutto ciò che vive, ci invia i messaggi giusti quando sente il nostro bisogno di riceverli. O forse siamo noi a cogliere talvolta di essa solo gli aspetti del momento. O forse in talune circostanze abbiamo troppa propensione per la poesia e voliamo lontano dalla realtà. Potrebbero essere vere tutte e ciascuna di queste affermazioni. Chi può dirlo?

Io so soltanto che adoro le mie piantine invernali, che la loro vista ed il prendermene cura mi scalda il cuore, e che spero di esserne degna. Abbracci