Quando ero bambina il mio papà, prima di dormire, mi raccontava la guerra di Troia. Non di Cappuccetto Rosso o Biancaneve, ma delle gesta di Ettore e di Achille e di Ulisse e di Paride, degli Dei, degli Eroi, delle donne e degli uomini dell’antico mito. Chiudevo gli occhi e “vedevo” le battaglie e le armature scintillanti, le navi, le mura dai cui spalti il vecchio re Priamo guardava la piana sottostante lambita dal mare e teatro di battaglie, le vesti, i palazzi, i banchetti degli dei dell’Olimpo e lo scatenarsi delle loro ire, il cavallo di legno… Pian piano scivolavo nel sonno e in sogni vividi e colorati, ed è forse così che è nato il mio amore smisurato per l’epos, il mito, l’avventura, e per l’eterno conflitto tra il bene ed il male insito nel mondo e nell’anima degli uomini. Un amore sempre vivo sino ad oggi, anche se non sono più bambina…almeno nel fisico…

Poi nella vita ho letto e riletto le “Cronache della galassia” di Asimov, e poi ho visto al cinema e riletto “Il Signore degli anelli” e “Lo Hobbit” di Tolkien divagando attraverso la saga arturiana e le nebbie di Avalon. Per me, puro piacere.

Omero, Asimov, il genialissimo Tolkien, Marion Zimmer Bradley …autori e autrice di epoche e di stile diversi, eppure accomunati dal medesimo amore per l’eterno dualismo umano, per la sofferenza ed il sacrificio votati al bene supremo, per la lealtà e le virtù cavalleresche, per l’eroismo, per il valore, per la lotta contro l’oscurità del male.

Attendevo dunque con un po’ di impazienza l’arrivo sul digitale de “Gli anelli del potere” (Prime video) e devo dire che le mie aspettative sono state ampiamente soddisfatte.

Nonostante qualche recensione non del tutto positiva, ho guardato con piacere grandissimo i primi 5 episodi della serie e sono ansiosa di vedere gli altri 3.

Le storie ivi narrate si svolgono molti millenni prima del “Signore degli anelli” così come lo abbiamo conosciuto, ma forniscono alcuni antefatti che permettono di comprenderne meglio la narrazione.

Il male sta per tornare nella Terra di Mezzo. Personaggi indimenticabili come Galadriel, valorosa guerriera elfa, con Elrond ed Arondir appartenenti alla sua stessa razza. Come la regina Miriel con il suo oscuro segreto e il capitano Elendil di Numenor. Come Bronwin ed Halbrand delle Terre del Sud. Come Nori Brandipiede dei Pelopiedi (antenati degli Hobbit) e Durin IV dei Nani con la sua sposa Disa. Tutti eroici e tutti votati a combattere per proteggere il proprio mondo e la propria gente dagli emissari delle forze oscure.

Se a queste trame avventurose ed affascinanti aggiungiamo delle suggestioni visive , dei paesaggi splendidi, dei costumi e degli effetti speciali sbalorditivi, lo spettacolo è assicurato.

Vi starete domandando cosa ci fa una come me nel mondo del fantasy, una che per età ormai dovrebbe avere i piedi ben piantati per terra e non dovrebbe avere tempo per simili sciocchezze. Vi rispondo subito: non so voi, ma io mi ci trovo da dio.

Devo decisamente smentire il luogo comune che invecchiando si diventa più saggi. Io credo invece che invecchiando cresca dentro di noi il desiderio di evasione e di leggerezza, la voglia di esplorare i mondi dell’immaginazione, di giocare con la fantasia, e di rinascere dal grigiume che su di noi gli anni hanno sedimentato.

Nel mio caso, poi, e per certi aspetti, credo di non essere mai veramente cresciuta, e come me tante amiche care che condividono le mie passioni.

Ecco perché ho appena scaricato sul mio kindle “Il Simarillion” sempre di Tolkien, per conoscere la Storia sin dal principio della Prima Era, quando gli dei crearono le terre ed i mari e tutti gli esseri viventi. Poi vi dirò, ragazze mie!