Con l’ultimo passaggio delle frecce tricolori su Via dei Fori Imperiali si è conclusa da pochi minuti la sfilata per la Festa della Repubblica di questo difficile 2 giugno 2022. Una sfilata di pace e per la pace.

Quale abissale differenza con quanto avvenuto solo un mese fa sulla Piazza Rossa di Mosca, con quanto si vede solitamente da Pechino o con quanto si vedeva nella Berlino di Hitler, quando sventolavano a centinaia le bandiere naziste e sotto la porta di Brandeburgo i militari sfilavano col passo dell’oca! (Ora che ci penso, sfilano col passo dell’oca anche i soldati dell’armata rossa della nuova URSS di Putin, ma perché questo non mi sorprende?). Quale distanza dall’altisonante, scenografica, celebrativa e turistica parata Trooping the Colour che in contemporanea si svolgeva a Londra in onore di Elisabetta II!

Oggi a Roma non sono stati esibiti armamenti, non sono state lanciate minacce né sfide. Oggi è stato semplicemente reso omaggio a tutte le donne e tutti gli uomini che servono il nostro Paese andando a costituire la nostra prima linea nella difesa della democrazia e della libertà. Sto parlando delle forze armate e di tutte le forze ausiliarie che sostengono il popolo italiano anche e soprattutto in tempo di pace, del personale sanitario che ha lottato in prima linea contro il covid, dei sindaci delle nostre città, dei Commissari di P.S..

Un generale di cui purtroppo non ricordo il nome ha pronunciato dai microfoni Rai delle parole belle ed importanti: “Ogni mattina, quando ci prepariamo per l’alzabandiera, ci domandiamo non solo se la nostra divisa è in ordine, ma anche se lo sia il nostro cuore e ci consenta di guardare degnamente il nostro Tricolore“.

È questa l’Italia in cui voglio credere, di cui voglio fidarmi, e nella quale mi sento a casa. Un’Italia priva di marzialità, di retorica, ma piena di cuore. Un’Italia che crede nella democrazia e nell’amore dei cittadini verso la propria Patria, facendone una sinergia invincibile.

Noi italiani difatti non amiamo missili e armamenti, o truppe e generali mummificati nelle loro divise, né tanto meno il triste spettacolo della cieca obbedienza ai regimi ed ai dittatori. Non vogliamo sentirci più forti, più potenti o migliori di nessuno. Non abbiamo bisogno di dimostrare niente a nessuno. Vogliamo solo guardare negli occhi coloro che dedicano la propria vita al bene dello Stato e dire loro grazie.

Mettiamola così: oggi non abbiamo assistito una parata militare, ma ad uno schieramento di cittadine e cittadini, di famiglie con tanti bambini, di giovani, di donne e uomini delle istituzioni, di rappresentanze diplomatiche e di altro genere, e idealmente di tutto il popolo italiano, che ha voluto fare ala ai servitori dello stato ed applaudirli. Senza formalismi e certamente con grande rispetto.

Oggi il nostro Paese non ha voluto dare una prova di forza militare, ma una prova di forza morale. E ci è riuscito.

Basta con il parlarsi addosso, basta col voler cercare le ragioni speciose di chi non ne ha alcuna, ed in certi casi dice quello che gli dicono di dire perché non ha neanche la libertà di parlare. Recuperiamo la nostra storia e traiamo da essa la nostra dignità ed il nostro valore.

La Festa della Repubblica celebra la fine del fascismo e della parabola pazza della monarchia Savoia, nonché la nascita di una nuova Italia.

Cerchiamo di esserne fieri, sia pure con tutti i problemi che ci affliggono (ma quale paese non ne ha?). Cerchiamo di aver fiducia nel nostro futuro e impegniamoci in prima persona a fare sì che sia migliore del passato e del presente. Sì può fare.

Per questo, Italiane ed Italiani, vi faccio tanti auguri!