Certe volte la vita non è un granché. Mi riferisco a quei periodi maledetti in cui niente va per il verso giusto e dobbiamo affrontare problemi su problemi, con l’umore appesantito anche dall’inquietante rumore di sottofondo della pandemia e della guerra.

Ecco, per me è esattamente uno di quei momenti.

Sto combattendo con alcune cose che oltre ad essere serie stanno totalizzando i miei pensieri, rendendomi ansiosa e togliendomi il sonno.

Niente, in questi casi c’è poco da fare, devi alzare le mani ed arrenderti al fatto che è tutto un gran casino.

Una sola cosa sta preservando la mia sanità mentale: la lettura.

Solo leggendo riesco ad allontanarmi un poco dalle mie preoccupazioni, a traslocare dalla mia vita al momento non troppo abitabile per vivere altre esistenze, vedere alti luoghi, pensare altri pensieri, piangere altre lacrime. Non si tratta semplicemente di evasione, ma di un vero e proprio percorso di autorisanamento.

In queste ultime settimane quindi, senza muovermi dal mio divano, ho fatto innumerevoli viaggi ed ho incontrato tanti personaggi indimenticabili.

Certamente la realtà è stata sempre lì, e nessuno più di me può saperlo, però quando riesci a distogliere per un po’ l’attenzione poi ti sembra che le cose si ridimensionino e che siano meno peggio di quello che pensavi. Almeno a me succede così.

Al tempo dei faraoni, sotto un sole cocente e implacabile, ho attraversato il deserto per raggiungere il mare lottando con la fame e con la sete. Durante l’iniquo impero coloniale britannico ho vissuto in Kenia in una grande tenuta, ho combattuto nella guerra al fianco dei valorosi guerrieri Masai ed ho partecipato (da spettatrice orripilata) alla caccia all’elefante ed al bufalo. Sono scesa in picchiata a bordo di un aereo da combattimento durante la Grande Guerra, e poi su un messershmitt tedesco pilotato da un riottoso asso dell’aviazione ho abbattuto innumerevoli aerei nemici del reich durante la seconda guerra mondiale.  Sono stata nella Sicilia della belle epoque ed ho conosciuto le vicissitudini, le fortune e le sfortune di una grande famiglia. E poi, sempre in Sicilia, ho incontrato una bambina dei nostri giorni, vittima impotente delle scelte degli adulti e della violenza di un infame, ma capace infine di rinascita. Ho conosciuto la crudeltà, l’egoismo e l’indifferenza al dolore umano degli dei Olimpi. Prima al fianco di Patroclo e di Achille negli anni dell’amore struggente e dell’assedio di Troia, morendo con loro per mano di Ettore eroe immortale e del vile e vanesio Paride, e poi condividendo la rabbia e la malinconia di Circe, sfruttata e vilipesa dello stesso Odisseo per i suoi fini personali, sull’isola dell’esilio. Mi sono imbattuta in una sposa bambina nigeriana che voleva andare a scuola. Sono stata seduta al fianco di una Presidente degli Stati uniti che in lacrime ha dovuto dare l’ordine di lanciare dei missili a testata nucleare… Tutte esperienze forti, che per mezzo della magistrale penna delle autrici e degli autori hanno compenetrato per qualche attimo la mia coscienza ed hanno sedato in parte le mie angosce.

Funziona. La lettura è un balsamo per la nostra anima e per la nostra mente, e senza di essa sarei stata sopraffatta dal mio incessante rimurginio interiore.

E’ vero che poi i problemi restano sempre là e non si risolvono da soli, però è anche vero che è proprio in caso di problemi che abbiamo più bisogno di cercare una mano dove possiamo trovarla. Certo uscire, vedere gli amici o le persone care, camminare in un bosco, preparare una torta, dialogare con Dio…sono tutte cose che hanno un senso ed aiutano, ma per me il momento più alto è stato leggere.

E a proposito del tempo della lettura, che molti ritengono di non avere, faccio mie queste parole di Daniel Pennac e ve le ripropongo: “Il tempo per leggere è sempre tempo rubato, come il tempo per scrivere, d’altronde, o il tempo per amare. Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere…Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere. Se dovessimo considerare l’amore tenendo conto dei nostri impegni, chi mai si arrischierebbe? Eppure, si è mai visto un innamorato non avere il tempo per amare? Non ho mai avuto tempo di leggere, eppure nulla, mai, ha potuto impedirmi di finire un romanzo che mi piaceva. La lettura non ha niente a che fare con l’organizzazione del tempo sociale. La lettura è, come l’amore, un modo di essere. La questione non è di sapere se ho o non ho tempo per leggere (tempo che nessuno, d’altronde mi darà) ma se mi concedo o no la gioia di essere lettore”.

Voi che ne pensate?