Théo van Rysselberghe, Donna allo specchio (1906)

Ana Maria Sepe, scrittrice e fondatrice di “Psicoadvisor”, esperta e ricercatrice in psicoanalisi, ha scritto una bellissima lettera a se stessa. Anzi, non una lettera qualsiasi, ma una vera e propria lettera d’amore…(https://psicoadvisor.com/la-bellissima-lettera-d’amore-a-se-stessi-27413.html)

Farlo potrebbe sembrare un inutile esercizio di egoismo, come la stessa autrice ammette, eppure sembra che le cose non stiano proprio in questo modo, sembra che nessuno possa donare un briciolo di amore a chicchessia se prima non ama se stesso, se prima non riserva a se stesso gli stessi riguardi che desidera riservare al mondo.

Scriversi una lettera d’amore può aiutare a conoscersi meglio, ad apprezzarsi per quello che si è, ma solo se si tratta di un amore sano. Esiste infatti un amore di sé distorto, malato, rientrante nello spettro narcisistico, che induce a comportamenti patologici e nocivi, ma non è sicuramente di questo che intendo parlare.

Io ci provo, care amiche, ma provateci anche voi! L’effetto è sorprendente…

“Cara me,

ti conosco ormai da tanto tempo, so tutto di te, anche quello che normalmente celi a te stessa perché non ti piace, e inoltre conosco tutti i tuoi difetti, i tuoi sotterfugi, le tue scappatoie. Eppure ti voglio bene, perché in fondo sei una brava persona ed hai anche diversi pregi. 

Ti voglio bene perché hai saputo superare tanti momenti difficili attraversando con coraggio le tempeste e ritrovando subito dopo la gioia e la voglia di vivere.

Ti voglio bene perché hai donato molto alla tua famiglia, ai tuoi cari, ai tuoi amici veri, a coloro che beneficiavano del tuo lavoro, sentendoti a volte stanca, certo, ma non negandoti mai.

Ti voglio bene per aver avuto cura della tua famiglia, del tuo corpo ma anche del tuo intelletto, perseguendo sempre la conoscenza e la verità. Hai onorato i tuoi genitori fino alla fine anche dimostrando loro di averti educata bene e, per quanto fosse difficile, non ti sei mai fermata davanti a niente. Rispetti le persone, la natura, gli animali, e cerchi di fare del tuo meglio per non far male a nessuno. Eppure, cara me, tu, vivaddio, non sei perfetta, ed io conosco, oltre ai tuoi pregi, anche i tuoi innumerevoli difetti.

Eccone uno: da autentica perfezionista, sei stata esigente. Punto. Verso te stessa ma anche verso gli altri. Hai coltivato sempre grandi mire e grandi progetti, non bau bau micio micio. La tua asticella è stata sempre un puntino troppo alta, e se poi, talvolta, chi ti era vicino non è riuscito a saltare con te, sei annegata nella delusione. Una delusione che, se non controllata, ti porta di solito al rancore ed al distacco. Quelli che pensano di te che giudichi, sbagliano: tu non giudichi nessuno, è solo che se qualcuno non si rivela all’altezza di quello che supponevi (metro altamente e pericolosamente personalistico) la delusione ti fa richiudere in te stessa. E questo non è un difetto grande, è un difetto ENORME! Come ti permetti? Pensi forse di non aver deluso mai nessuno? Ma va’!

Devo ammettere che l’età e l’esperienza ti hanno ammorbidita alquanto conferendoti una migliore coscienza della tua fallibilità e delle tue fragilità, o, se non altro, ti hanno indotta ad ammetterne l’esistenza, e così mi piaci decisamente di più. Basta certezze granitiche, basta esigere il massimo da te stessa e dagli altri: impara ad accettare i tuoi e gli altrui limiti, e cogli l’attimo fuggente…

La vita ti sta donando (finché dura) una bella maturità: trasformala in risorsa per te e per quelli che ami, per il mondo che ti circonda, e così come bevi l’acqua del rubinetto per non dover restituire all’ambiente plastica inquinante, così ama chi senti di poter amare senza lasciarti alle spalle scorie malefiche difficili da smaltire.

Non voglio dire che tu debba rinunciare a te stessa, che non debba ascoltare più la tua voce interiore, ti consiglio solo di imparare ad essere più flessibile e di perdonare agli altri difetti ed errori.

Una cosa te la concedo, però: hai fatto bene, finalmente, ad allontanare dalla tua vita chi ti faceva del male o non ti faceva stare bene. Tutti hanno diritto all’autodifesa, e da quando hai smesso la folle idea di piacere a tutti e di farti piacere tutti sei più serena.

Che dirti ancora? Dai, alla fine mi piaci anche così come sei, non sei tutta sbagliata, però ciò non significa che tu non possa migliorare ancora, se vuoi.

Ti abbraccio, ti do una metaforica pacca sulla spalla, e ti auguro buona vita. Con amore.”