I gatti, come si sa, sono maestri di vita, e quando dopo chissà quali e quante peripezie arrivano nella nostra casa c’è di sicuro un perché.

Inoltre ad osservarli bene c’è sempre qualcosa da imparare.

Micia è comparsa nel mio giardino dall’oggi al domani, non si sa da dove, ma è risultato subito evidente che ci aveva scelti, e da quel momento non abbiamo avuto altra possibilità che tenerla con noi.

Quando il tempo lo consente preferisce ovviamente stare all’aperto ad inseguire lucertole, ma al primo accenno di pioggia, di vento, di freddo, entra in casa e ci resta. Sinora non aveva mai avuto un suo “posto speciale” ed amando molto stare vicino a noi faceva i suoi sonnellini sulla sedia della cucina, oppure sulla poltrona accanto al camino, oppure sul divano. Poi un giorno ha avuto una folgorazione ed ha scelto il bidet. Per sempre.

Si colloca nell’incavo, dove ora per il suo maggior comfort ho disposto una copertina morbida, e da lì dirige il mondo come solo i gatti sanno fare. Ogni tanto si alza, si stiracchia, va alla ciotola, sosta sulla sabbietta, controlla l’altra micia trovatella che vive con noi, vede che tempo fa e poi torna in Direzione, ovviamente ormai preclusa all’uso umano, per fare le sue pulizie personali e poi dormire.

Del resto perché non avrebbe dovuto? Ha trovato un posto pulito, sicuro, avvolgente, situato nel cuore della casa, ed ha deciso che tale posto da quel momento in poi sarebbe stato suo.

Io dico che dovremmo tutti imparare da lei, ed il perché è presto detto: se il mondo non è fatto a tua misura, tanto vale approfittare delle cose che per caso o per fortuna corrispondono alla tua misura del mondo, e starci da dio. O no?

Cioè: come tutti sanno il bidet non è stato creato come cuccia per gatti, eppure la mia gatta l’ha trovato comodo e ci si è accomodata alla grande. Quale acume! Quale impareggiabile saggezza!

I veri sciocchi siamo noi umani, che andiamo sempre in cerca dell’isola che non c’è, e se non la troviamo ci disperiamo come minimo. Smettiamola, e cominciamo invece da subito a cercare il nostro personale bidet, e se abbiamo la ventura di trovarlo non lasciamocelo scappare…

Ce ne sono di tutti i tipi e di tutte le misure, e quando proprio le cose vanno male sono un ottimo rifugio per costruire una sia pure transitoria comfort zone.

Guardiamoci intorno: la pandemia non ci molla, ed è difficile non sentirne il fiato sul collo. Mai come ora. Mai così tanto. Tutti ormai hanno un amico, un amico di un amico, un parente vicino o lontano, un collega o il conoscente di un conoscente che è uscito positivo al tampone, e questo Natale appena trascorso ci ha messo su il carico a bastoni.

Il mondo senza il covid-19 sarebbe ovviamente magnifico, ma oggi come oggi questa idea è una pura astrazione.

L’unico modo per andare avanti lo conosciamo: vaccinarci, rivaccinarci, stare attenti, sperare in bene per noi come persone e per il mondo nel suo insieme, restare come possiamo vicini ai nostri cari ed agli amici più cari, avere un pizzico di fattore C che non guasta mai e soprattutto accettare la realtà per come è…

Per ora il nostro bidet è questo (e scusate la metafora invereconda )…