Giorni addietro, mi ha colpito l’affermazione dell’impareggiabile premier inglese Boris Johnson, il quale ha sostenuto che il popolo britannico, cui a suo parere sembra si debba tutto l’impianto architettonico della democrazia moderna (???), ha troppo spirito libertario per poter soggiacere in massa ai diktat dell’emergenza sanitaria e dunque indossare una cazzo di mascherina per proteggersi e proteggere.

Bon, credo come tutti nell’autodeterminazione dei popoli purché poi si chiudano le frontiere a quelli che per noi costituiscono un pericolo, però l’ineffabile BoJo non si è fermato qui, sostenendo che invece altri Paesi, come per esempio la Germania e l’Italia, sono più inclini ai regimi dittatoriali e dunque alla privazione delle libertà personali.

La cosa potrebbe indignarci se non facesse quasi ridere, se non fosse palesemente una stronzata negata dalle evidenze e dalla storia.

Quel che dice la storia della determinazione e del sacrificio degli Italiani nella lotta per la libertà non occorre che sia io a ricordarlo, è inscritto nel cuore e nella cultura democratica di ciascuno di noi, ma invece mi soffermerei su ciò che in questi giorni sta accadendo nel Regno Unito, dove l’emergenza covid-19 galoppa più che altrove in Europa, e dove forse nessuno ha spiegato alla gente ed al suo premier ciò che la parola libertà significa veramente. Del resto, e forse non a caso, il Regno Unito non dispone di una Costituzione che sancisca dei principi alti e fondamentali, ma si appella al precedente giuridico ed alla tradizione, traendo da tutto ciò una grande prosopopea ed il suo tradizionale senso di superiorità imperiale.

Libertà per noi italiani non è certo non indossare una mascherina o non osservare le regole di igiene e di distanziamento sociale!

Libertà è molto più di questo: è serietà, come ha opportunamente ribattuto il nostro Presidente della Repubblica, è mantenimento della parola data anche a livello internazionale (cosa che gli Inglesi in materia di Brexit ad oggi sembrano non voler fare), è responsabilità, è rispetto per le regole condivise e per la vita altrui, è tutela della dignità e della sicurezza di tutti, è senso del limite del nostro individuale arbitrio a fronte del bene comune, è spirito di sacrificio…

Io come 60+ sono nata negli anni ’50, e per tutta la mia infanzia ho sentito mio padre, che aveva fatto il giornalista, parlare ed anche scrivere alacremente di antifascismo e di lotta per la libertà. Per quanto lui non potesse propriamente considerarsi “di sinistra”, perché non dimentichiamo che la lotta alla dittatura non è mai stato esclusivo appannaggio di alcune parti politiche, aveva vissuto appieno prima gli anni dell’oppressione e poi quelli della Costituzione, con l’entusiasmo libertario e un po’ scapigliato di quanti come lui credevano nel futuro democratico del nostro Paese.

Noi Italiani teniamo troppo a questi nostri valori, che affondano le loro radici nel Risorgimento ed anche prima, per poter permettere ad un anglosassone qualsiasi di dileggiarci a suo piacimento.

Non ho mai avuto nulla contro gli inglesi, per carità, non come popolo, ma se alcuni di loro rivendicano una qualche superiorità morale nei nostri confronti, ebbene questo lo trovo inammissibile.

Da quale pulpito, poi! Loro, tra i più grandi oppressori e dissanguatori della storia!

Anche qui da noi la pandemia accelera, purtroppo, seppure non al livello dell’Inghilterra o di altri paesi, ma anche sul nostro territorio vivono e circolano spiriti “anglosassoni” che non sono disposti a mutuare le loro esigenze personali con quelle degli altri. Parlo dei grossi coglioni internazionali e non che non indossano la mascherina quando richiesto perché “non serve” o che la portano sotto il naso perché il covid è come un’influenza; dei ragazzi che vanno a bere o a ballare incuranti del contagio e, forti del loro illusorio senso di invulnerabilità, portano il virus a casa dai genitori o dai nonni che poi vanno in rianimazione; di quelli che negano l’emergenza perché gli conviene; di quelli che ne fanno il vessillo della politica o dell’antipolitica; di quelli che diffondono fake, allarmismi o negazione; di quelli che non sono capaci di prendere atto dei problemi, rimboccarsi le maniche ed agire di conseguenza. Purtroppo ce ne sono anche qui. E purtroppo diventa sempre più difficile farsi un’idea precisa delle cose.

Io però consiglio a tutte voi, care amiche, di stare attente, di attenervi alle norme sanitarie, di usare prudenza, sempre, perché tutte vogliamo tornare a vivere e perché dobbiamo imparare, ove ce ne fosse bisogno, a sentirci libere rispettando la libertà e la salute di tutti.

Altrimenti cosa potrebbe mai distinguerci dal pallone gonfiato inglese o da quello americano, ancora più gonfio e tronfio, stesse panzanate e stesso coiffeur?