Il “fattaccio” è avvenuto in una caserma di Taranto, protagonisti allievi ed allieve sottufficiali della Marina Militare. Al termine della cerimonia del giuramento, che ha concluso un addestramento duro nel corso del quale per ben tre mesi, a causa delle norme sanitarie, non è stata concessa alcuna libera uscita, le giovani reclute si sono lasciate andare ad un flash-mob sulle note di Jerusalema, il tormentone social africano di questa strana estate 2020.

Guidati, anzi invitati dalla loro Tenente di Vascello, hanno vissuto tre e dico tre soli minuti di goliardia: composta, garbata, un po’ impacciata e a dire il vero poco coreografica perché improvvisata, ma a mio parere simpaticissima.

Il video relativo, come non è difficile immaginare, è divenuto virale ed ha suscitato le ire degli alti ranghi militari.

L’ho visionato più volte per comprendere le motivazioni dell’indignazione dei numerosi benpensanti, militari e non, che hanno accusato l’Ufficiale (fra l’altro madre di un bimbo piccolo) di oltraggio, tanto da invocare severi provvedimenti disciplinari.

Ebbene, io ho visto solo dei giovani marinai che, terminata la parte istituzionale della cerimonia, hanno manifestato la loro voglia di vivere e di divertirsi, ed un’Ufficiale giovane anch’essa, agile, spiritosa, brava, che si è mostrata sensibile al loro bisogno di esprimere l’esuberanza dell’età e la soddisfazione di aver portato a termine un impegno gravoso in un periodo difficile, che come tale in determinate circostanze richiede anche un po’ di sostenibile leggerezza.

Nel migliore dei mondi possibili la Signora sarebbe stata proposta addirittura per un encomio per aver sollevato il morale delle reclute, ed invece nel nostro mondo, purtroppo ancora da migliorare, hanno prevalso almeno per ora il tratto becero e la voce bacchettona di quelli che invocano i massimi rigori per un affronto che vedono solo loro. Parrucconi ingessati, dediti alla forma ed al cerimoniale, che fra l’altro si è svolto in perfetta conformità con i dettami militari, incapaci di vedere il lato umano e la leggerezza sottesi anche da una divisa.

Dio ci salvi da simili personaggi e dalla rigidità delle loro menti!

Si parla molto dell’opportunità che le Forze Armate si mostrino al Paese e soprattutto ai giovani con un’interfaccia amica, ma sembra che tra il dire e il fare ci sia davvero di mezzo molto mare. Amo il mio Paese e sono convinta che debba essere sempre rappresentato con dignità e decoro, ma l’indecorosità non va cercata a mio parere nel ballo di quei ragazzi bensì in altri ambiti denotati da inciviltà, disonestà, corruzione e ottusità del potere.

Numerosi reparti militari hanno peraltro diramato in passato video musicali fuori ordinanza a questo preciso scopo, ma cosa non è piaciuto dell’iniziativa della Tenente di Vascello di Taranto?

Io penso due cose: in primis l’assoluta spontaneità della manifestazione, che non è stata programmata, regolata, dunque gestita e controllata dai “capoccioni”, che come si sa non amano troppo le iniziative provenienti dal basso; in secundis il fatto che l’Ufficiale era una donna e in certi ambienti il femminile è denigrato e sottostimato…ma qui il discorso si farebbe lungo…

Comunque a me ed ai liberi pensatori come me il flash-mob è piaciuto, pertanto spero vivamente che le numerose teste di cavolo che invocano provvedimenti severi si ravvedano, e che lascino in pace la Tenente, suo malgrado ormai sulla bocca di tutti.