La fantascienza è stata una mia passione giovanile, forse il primo approccio sistematico con una letteratura di genere.

Erano gli anni ’70, ed in edicola usciva Urania, una collana che pubblicava romanzi e racconti scritti da autori geniali e visionari come Artur Clarke, Ray Bradbury, Alfred van Vogt, Isaac Asimov, nomi eccellenti collegati all’epoca d’oro della narrativa fantascientifica e da cui anche il cinema ha tratto alcune grandi ispirazioni (basti pensare al famosissimo “2001 Odissea nello spazio” dall’omonimo romanzo di Artur Clarke).

Quello con Urania era per me un appuntamento irrinunciabile, accumulavo le paghette per poterne acquistare l’ultimo numero in edicola, e tra tutti gli autori che amavo leggere giganteggiava Isaac Asimov, scrittore, divulgatore e scienziato sovietico naturalizzato statunitense.

Ai tempi (e credo che continui a farlo) la scuola non ci propinava altro che “I promessi sposi”,“I Malavoglia”, “Pensaci Giacomino”, una roba che con tutto il rispetto che indubbiamente merita mi appariva allora di una noia bestiale, non mi faceva sognare e soprattutto non accendeva il mio entusiasmo, ed anche se la fantascienza era considerata una non-cultura, una non-letteratura, devo ad essa e non ai grandi classici d’autore la nascita del mio forte e duraturo amore per la lettura.

Ad un certo punto Urania smise di interessarmi, avevo come la sensazione di aver ormai letto tutto il meglio. Devo riconoscere che per i collezionisti e numerosissimi lettori la passione è continuata (come attesta anche il traffico delle edizioni più vecchie o famose tipo il leggendario n.1 intitolato “Le sabbie di Marte” risalente al 1951) ed ancora continua. In quel momento però il mio rapporto con questo genere narrativo era terminato. Conservai interesse per la fs solo per quanto attiene al cinema, e devo dire che dei buoni film usciti da allora in poi non me ne sono perso neanche uno.

Durante il lockdown, dato che lo avevo mancato al cinema, ho visto su di un canale digitale l’ultimo film della serie “Guerre stellari” , L’ascesa di Skywalker, e per associazione mi è venuta tanta voglia di rileggere le storie della Fondazione, ben 7 romanzi, pubblicati a partire dal 1951 da Isaac Asimov.

Sapevo che l’edizione cartacea non l’avevo più perché per motivi di spazio avevo donato tutta la mia collezione ad un amico estimatore del genere, e quasi senza speranza ho cercato sul Kindle, ma non vi so rappresentare la mia grande sorpresa nel trovare questi e molti altri romanzi di fantascienza in edizione digitale, segno di un interesse rinato o forse mai sopito del tutto nel lettore.

Un clic e con soli 14 euro erano lì, tutti nel mio e-rider, a mia disposizione.

Io credo di non avere mai letto né ri-letto pagine tanto fantasmagoriche, avventurose, appassionanti, avvincenti, e dopo tanti anni le sorprese sono state davvero molte, perché grazie alla maturità ho potuto cogliere aspetti che in passato non mi appartenevano ancora, o che al tempo non avrei avuto possibilità di cogliere perché nemmeno immaginavo la direzione che avrebbero preso la tecnologia e la storia umana .

Uno di questi riguarda l’Autore: mi sono resa conto solo oggi del suo tratto democratico, progressista ed intrinsecamente umanistico, in vantaggio incalcolabile sui suoi tempi.

Un altro è stato la possibilità di constatare come, incredibilmente, quasi tutte le sue geniali “invenzioni” scientifiche , impensabili allora, facciano oggi parte della nostra quotidianità.

La narrazione parte da 50.000 anni dopo la scoperta dell’energia atomica, quando uno studioso di nome Hari Seldon, basandosi su una scienza chiamata “psicostoriografia”, che con basi statistiche prevede il futuro, ed analizzando i complicati calcoli effettuati dal matematico Gaal Dornick, conferma ciò che da decenni aveva intuito:una imminente grave crisi in grado di cancellare dalla galassia l’Impero e la sua civiltà, al posto dei quali sarebbero subentrati 30.000 anni di oscurità e di barbarie.

Seldon e Dornick saranno esiliati su Terminus, un pianeta periferico e lontano, per le loro idee contrarie al pensiero dominante del Regime, ma poi in quel luogo sconosciuto e dimenticato creeranno una vera e propria fucina della storia, e con la loro scienza riusciranno a correggere il futuro dell’umanità. La crisi prevista sarà ridotta da 30.000 anni a 1.000 soltanto, e l’evoluzione umana intraprenderà un percorso che la porterà verso sorprendenti traguardi sociologici e mentali, ed alla nascita di un Impero nuovo, completamente diverso, migliore e soprattutto libero.

Una bomba narrativa, un’escalation di fatti da togliere il fiato, una serie infinita di personaggi e di figure femminili intensi e indimenticabili, tutti cesellati con magistrale precisione psicologica, tutti votati al bene dell’umanità anche a scapito delle proprie vicende personali. Un’opera di autentica epica spaziale. Una narrazione moderna, mai datata, segno che la vera letteratura è universale e per sempre.

Se vi va e se vi piace il genere, leggete o ri-leggete “La Fondazione” di Isaac Asimov (Mondadori). E’ un’esperienza entusiasmante, ve lo assicuro.