Lucy, Susan, Edmund e Peter sono quattro fratellini inglesi che durante la guerra, per sfuggire ai bombardamenti di Londra, vengono mandati in una grande casa di campagna piena di strane persone e di misteri. Qui un giorno, giocando a nascondino coi fratelli, la piccola Lucy si rifugia all’interno di un grande armadio, ma la cosa è più complicata di quel che sembra: in realtà non si tratta di un armadio come gli altri perché al suo interno c’è un portale magico che Lucy attraversa ritrovandosi in un bosco pieno di neve, dove impera la malvagia Strega Bianca che ha condannato tutti gli abitanti del suo mondo al gelo eterno…

E’ così che hanno inizio le favolose avventure narrate da C.S.Lewis nelle “Cronache di Narnia”.

Ebbene, amiche mie, c’è una certa simbolica analogia tra il fantasy ed il nostro quotidiano: quante di noi, nel pensare ai propri armadi, con gli occhi della mente se li figurano come luoghi sterminati, oscuri, dal contenuto ormai stratificato e caduto nell’oblio, dove sarebbe possibile trovare di tutto? E quante di noi in questi giorni, spalmate forzosamente sul divano, sentono dentro di sé una sorta di disagio, di energia negativa, nell’avvertire la presenza di questi buchi neri che nel tempo hanno risucchiato tanti pezzetti dimenticati della nostra vita? La risposta ad entrambe le domande, se vi conosco bene, è: moltissime.

Del resto tutti sanno che nel fondo di un armadio può accadere qualsiasi cosa…

Dal pensiero all’azione di questi tempi il passo è breve: una bella mattina ci siamo svegliate ed abbiamo deciso di riordinare i nostri armadi, e siccome non avrebbe avuto senso tirare fuori tutto per poi rimetterlo dentro così com’era, abbiamo anche deciso di eliminare ciò che non ci serviva e che occupava spazio inutilmente. Cosa non da poco, ragazze mie…

Negli anni avevamo messo via decine di cose che “sarebbero potute servire”, o “magari poi sarebbero tornate di moda”, o “erano un ricordo della zia Tale o del cugino Talaltro”, o “non avevamo saputo dove altro metterle”, o “non ci erano mai piaciute” ecc., che se n’erano state lì per chissà quanto soltanto perché non avevamo mai avuto il fegato di buttarle via…

Certo, poi in corso d’opera abbiamo ritrovato la tale borsetta e la tale maglietta che cercavamo inutilmente da tempo, o quella giacca un po’ oversize che non avevamo più indossato da anni e che ora potrebbe andare bene, ed è un vero sollievo trovare in tempo zero le federe appaiate alle lenzuola senza dover rovistare nei ripiani e nei cassetti della biancheria, ma i sacchi neri dei rifiuti si sono riempiti ugualmente, ed anche se c’è voluto coraggio li abbiamo chiusi, etichettati e parcheggiati nel ripostiglio, o in soffitta, o in garage, col proposito di portarli all’oasi ecologica o ai centri di raccolta della Caritas non appena finisce il lockdown.

Una volta terminata l’impresa ci siamo sentite indubbiamente meglio, e stando al famoso libro di Maria Letizia Poverini ed anche al feng shui, l’antica arte della geomanzia cinese, la cosa non dovrebbe stupire troppo, perché abbiamo ricreato l’ordine e l’armonia perduti nel luogo che in questi giorni abitiamo h 24 e che più di ogni altro influisce sui nostri stati d’animo: la nostra casa.

Ora che però abbiamo tutto sotto controllo, persino il cassetto degli impicci in cucina, e che approfittando del bel tempo abbiamo lavato compulsivamente ogni cosa, anche tende, coprisedie, divani e presine, voglio suggerirvi un altro riordino: quello della nostra vita di relazione. Anche qui il principio è lo stesso: tenere le cose importanti ed eliminare le zavorre inutili.

Tra tutti quelli che conosciamo e che a vario titolo frequentiamo, solo pochi ci fanno stare davvero bene, e tra quelli che restano ci sono alcune persone che ci creano dei problemi, quando non ci danno addirittura fastidio, eppure le abbiamo “tenute” per educazione, per non offendere i loro sentimenti, o chissà perché, essendo la vita sociale un ambito molto complesso.

Vogliamo creare ordine ed armonia anche nella nostra vita? Ebbene guardiamoci dentro, e cerchiamo di capire cosa sia meglio per noi: continuare a vedere l’amica pettegola che sa tutto di tutti e ci annoia con le sue chiacchiere oppure finirla qui? Continuare a frequentare le persone false ed ipocrite che davanti ci fanno una faccia e dietro sparlano, oppure decidere di smettere di subire?

Le casistiche ovviamente sono varie e numerose, e ciascuna di noi ha la sua.

La mia mamma mi diceva sempre di essere gentile con tutti e di non ferire mai la sensibilità di nessuno, e poiché mi sono sempre attenuta con convinzione al suo insegnamento non è certamente questo ciò che ora voglio fare. Però quando si mette in ordine qualcosa va eliminato, e per quanto mi riguarda so per certo che dopo il lockdown riabbraccerò con tutto il cuore solo le persone con le quali c’è feeling, sintonia, condivisione, stima, affetto, amicizia vera, perché con l’epidemia e la quarantena abbiamo imparato che anche il tempo, come lo spazio, può essere poco, per cui vanno entrambi impiegati utilmente. A presto.