Sarete sorprese, amiche mie, nel constatare che tra i blog che seguo ce n’è uno intitolato “Il blog della suocera psicopatica” (https://suocerapsicopatica.com) e un po’ me ne sorprendo anch’io. Il fatto è che per noi ex suocere imperfette il mondo è andato talmente avanti che sentire ancora di chi si arrovella su queste cose mi fa uno strano effetto: quello di un improvviso ritorno al giurassico, l’era dei dinosauri e delle brontosaure, cioè delle nuore brontolone (mi si perdoni l’assonanza del tutto benevola) che invece di godersi la vita e le loro famiglie stanno ancora lì a fare le pulci alle suocere.

Mi sarei potuta inserire in più di una discussione con una certa “competenza” argomentativa, ma poi non l’ho fatto, mi sono limitata a lasciare solo un paio di brevi e personali riflessioni perché quello è il blog delle nuore incazzate con le loro suocere, un loro spazio riservato ed esclusivo dove sfogarsi, ed io sarei stata un’intrusa.

Inoltre, ne sono certa, non sarei stata capita, perché chi è arrabbiato raramente riesce ad aprirsi alla ragionevolezza.

Se vi va di passare a trovarle, leggerete le cose che per anni abbiamo discusso nel nostro vecchio blog, ma che consideriamo completamente superate dalla storia.

Devo dire che tutte quelle nuore che con meticolosità certosina ascrivono alle loro controparti un bestiario tanto multiforme quanto (talvolta) poco credibile, mi fanno tenerezza, e mi rammarico perché forse nella vita bisognerebbe accelerare i tempi ed evitare di diventare 60+ come noi per cominciare a capire che il nocciolo non stia in quanto di cattivo una suocera (o chiunque altro) faccia nei nostri confronti, ma nella nostra personale capacità di evitare che le cattiverie ci tocchino davvero e deteriorino i nostri rapporti affettivi.

Le loro sofferenze mi dispiacciono sul serio, non ho difficoltà ad immedesimarmi nella loro rabbia ed il loro disappunto, ma sono consapevole che non si possa fare nulla. Bisogna che “le ragazze” imparino ad inquadrare e ad elaborare i problemi nella maniera corretta e questo non può mai avvenire per interposta persona.

Ci sono un marito, dei figli, una casa o un lavoro? Ed allora perché farsi condizionare dalle stupidate di una suocera (mai da escludere a priori, perché anche tra le suocere – e le nuore –  la stupidità è ben distribuita)? E perché per questo mettere a rischio il matrimonio e la pace familiare?

Avevo promesso soprattutto a me stessa che non avrei mai più affrontato simili argomenti, però ora sia pur marginalmente voglio farvi cenno, se non altro per continuare a sentirmi fiera di essere andata oltre insieme con voi.

I post li ho scrupolosamente letti uno per uno, tanto per avere una visuale di insieme e non dire cose senza fondamento, ma davvero  si tratta della solita potenza di fuoco: la suocera c’è/non c’è; c’è troppo/c’è troppo poco; vuole sempre vedere i nipoti/non li cerca mai; fa troppi regali/ non regala mai niente; è troppo attaccata al figlio/non lo ama abbastanza preferendogli i fratelli o le sorelle; vuole sempre aiutare per farsi bella/non aiuta mai; invita per le feste/ non invita e se ne va in vacanza. E’ gelosa. E inoltre è sporca. Che ne parliamo a fare?

In questi giorni di quarantena, poi, come sappiamo, ove ci sia anche continua e forzata vicinanza avviene che i conflitti si inaspriscano, e che nelle famiglie invece di compattarsi insieme contro il nemico comune si litighi alla grande.

Io non voglio entrare in polemica con nessuna delle lettrici/scrittrici del blog, perché fondamentalmente quello che leggono o scrivono non mi riguarda e per di più la loro suocera non sono io, ma vorrei invece fare qualche piccola considerazione sul suo titolo.

Chi è davvero psicopatico? Chi lo stabilisce? A mio avviso denotarsi subito in modo offensivo e denigratorio finisce col minare la credibilità.

La psicopatologia è un argomento serio, occorre aver studiato tanto per poter usare certi termini, ed è davvero improprio metterli in campo senza cognizione di causa.

Però, giovani amiche mie “giurassiche”, vi do un consiglio spassionato e sincero: lavorate su voi stesse, fate in modo che l’evoluzione non vi trasformi da brontosaure in galline…e se per le vostre suocere questo è accaduto lasciate perdere i loro resti fossili e guardate avanti…

Ci tengo a voi.