Lo sciacallo è un canide selvatico che si nutre di piccole prede e soprattutto di carogne. Ecco perché per traslato, con tutto il rispetto per l’animale intelligente e fiero che per sopravvivere agisce secondo la sua natura e segue il suo istinto, definiamo “sciacallo” tra virgolette chi approfitta della disgrazia altrui per trarre da essa un utile di qualsiasi tipo.

In questi giorni di dolore e di paura imperversano ovunque truffe e raggiri, soprattutto nei confronti di persone anziane, malate e purtroppo sole; furti nelle abitazioni incustodite; falsi medici o infermieri che girano per le case per prestare cure o eseguire tamponi e poi rubare; false raccolte di fondi per carpire denaro; vendita di materiale sanitario o di millantati farmaci a prezzi esorbitanti e così via. A livello più globale, ci sono Stati che tengono basso il profilo delle restrizioni per acquisire o mantenere il dominio economico a scapito di quelli, compreso il nostro, che si trovano sull’orlo della debacle finanziaria per l’epidemia; capi di stato che vogliono l’esclusiva del possibile vaccino per arricchire il loro paese, o che irridono i popoli che stanno lottando per la vita, anche per quella dei loro anziani; regimi totalitari (ma anche democratici) che manipolano le informazioni sanitarie a proprio vantaggio; personalità istituzionali che fanno crollare le borse in cambio (si sospetta) di profitti miliardari; politici del “noi lo avevamo detto” in cerca del consenso elettorale…

E’ tutto un incrociarsi di micro e macro sciacallaggi che rendono questi nostri giorni bui ancora più afflitti.

Paradossalmente, però, mi riesce più facile capire chi agisce per il proprio miserrimo interesse personale o di parte che quelli che semplicemente godono nell’accrescere le sofferenze psicologiche della gente: parlo delle catene whatsapp di fake che stanno diventando virali al pari del coronavirus ed infettano i nostri cellulari ed i nostri pensieri.

Sensazionalismi, complottismi, dietrologie, catastrofismi, minimizzazioni (il Covid-19 è una banale influenza) o esagerazioni (moriremo tutti), rimedi farlocchi, intrighi internazionali, informazioni “segrete” ma poi chissà come misteriosamente divulgate provenienti da medici e paramedici o addirittura dalle intelligence; pandemie portate dagli alieni per poterci conquistare… Insomma tutta una gamma di notizie che, facendo leva sulla nostra attuale fragilità, rischiano di creare danni materiali e psicologici incalcolabili, proprio adesso che avremmo bisogno di qualche iniezione di ottimismo per non cadere tutti in depressione.

Tutto ciò è veicolato ovviamente dalla rete che, purtroppo, rende possibile a chiunque dare una parvenza di veridicità alle proprie trovate strampalate per poi diffonderle, ma la rete come sappiamo è solo uno strumento. Addebitarle certi fenomeni sarebbe come se accusassimo una pistola di aver commesso un omicidio. Quello che invece sconcerta sono gli uomini e le donne che si celano dietro queste vili diffusioni.

Perché accade?

Non sono una psicologa, ma secondo me o si tratta di mitomani psicopatici (e qui entrerebbe in gioco la psichiatria), oppure ci troviamo di fronte a dei veri e propri vampiri che semplicemente si nutrono del panico altrui creandolo ad arte per sentirsi onnipotenti (e qui, risvolti penali a parte, entriamo in gioco tutti noi).

Abbiamo un’arma molto potente a nostra disposizione, il nostro buonsenso: se non siamo sicuri della veridicità delle notizie che ci arrivano via whatsapp, come è nella maggior parte dei casi, cancelliamole subito e non le inoltriamo. Punto. Spezziamo le catene.

Inoltre chi volesse può collegarsi al sito https://faq.whatsapp.com/26000216?lang=it  e leggere “FAQ di whatsapp, suggerimenti per limitare la diffusione di voci e notizie false”.

A presto carissime.