Se c’è una cosa dalla quale non mi separo mai, ma proprio mai, è il mio lettore digitale kindle.

Mi è stato regalato per un Natale di una diecina di anni or sono dai miei figli, che conoscendo il mio amore per la lettura e lo stato di sovraccarico delle mie librerie hanno voluto rendermi felice con un dono, e ci sono riusciti in pieno.

Da allora il mio e-rider mi ha seguita nei viaggi, nelle sale d’aspetto del dentista, nei corridoi di ospedale che per un certo tempo ho dovuto frequentare, nelle notti insonni…

Un cosino da neanche 100 grammi, in borsa un ingombro da niente, ma con dentro, ormai, il rispettabile numero di circa 400 volumi di ogni genere, dal romanzo alle biografie al saggio alle poesie alle guide su giardinaggio, cani e gatti.

Scaricare libri è facile, basta farsi un account, registrarsi con una carta di credito (io uso quella prepagata), ed il libro, in presenza di una wi-fi, arriva in tempo zero e con un prezzo notevolmente inferiore al corrispettivo cartaceo.

La mia abitudine alla lettura digitale è stata spesso criticata da alcune amiche, che amano le librerie proprio come luogo delle meraviglie e desiderano sentire l’ingombro, l’odore ed il peso di un libro di carta. Io non ho mai avuto nulla da eccepire, convinta che ciascuno abbia il diritto di leggere come vuole purché legga, però ora che siamo chiuse in casa la maggior parte del tempo, che uscire per acquistare libri non è una delle priorità ravvisate dalle nuove norme, forse un kindle è una risorsa vera.

Quando siamo stanche di guardare la tv, che ci ripete la litania dei soliti bollettini di guerra, quando non dobbiamo occuparci della casa o di cucinare, quando non piantiamo fiori o ridipingiamo le pareti (come hanno fatto due mie carissime amiche) che c’è di meglio che allungarsi sul divano con una storia da scoprire?

Un bel libro può farci volare, può teletrasportarci in altri mondi, e comunque ci può distogliere dai pensieri cupi di questi giorni.

La lettura arricchisce il nostro universo interiore e ci regala le parole che spesso non riusciamo a trovare per rappresentarlo, con tutte le sue sfumature, le emozioni ed i sentimenti.

Quello che vi regalo io invece è la bellissima poesia intitolata “Non innamorarti di una donna che legge” dell’autrice dominicana Martha Rivera Garrido.

Non innamorarti di una donna che legge,
di una donna che sente troppo,
di una donna che scrive.
Non innamorarti di una donna colta,
maga, delirante, pazza.

Non innamorarti di una donna che pensa,
che sa di sapere e che inoltre è capace di volare,
di una donna che ha fede in se stessa.
Non innamorarti di una donna che ride
o piange mentre fa l’amore,
che sa trasformare il suo spirito in carne e, ancor di più,
di una donna che ama la poesia (sono loro le più pericolose),
o di una donna capace di restare mezz’ora davanti a un quadro
o che non sa vivere senza la musica.

Non innamorarti di una donna intensa, ludica,
lucida, ribelle, irriverente.
Che non ti capiti mai di innamorarti di una donna così.
Perché quando ti innamori di una donna del genere,
che rimanga con te oppure no, che ti ami o no,
da una donna così, non si torna indietro.
Mai.

Dedicato a tutte le donne che con un libro viaggiano lontano.