Carissime amiche, oggi vorrei parlarvi della fashion week che si è tenuta (ma allo stesso tempo, come ben sapete, con sfilate a porte chiuse se non addirittura annullate, non si è tenuta) a Milano, non per riferire di abiti e di accessori, bensì per soffermarmi su ciò che, dopo la presentazione della linea Emporio, ha detto dalle passerelle milanesi lo stilista Giorgio Armani.

Queste sono e sue parole di denuncia: ”Si può stuprare una donna in vari modi: o buttandola in un sottoscala o suggerendole di vestirsi in un certo modo“.

Nel mirino dello stilista, che sostiene di voler mettere “sotto accusa la volontà dei colleghi di suggerire tendenze, diktat stilistici che possono risultare prigioni per le donne”, le tendenze della moda che anziché liberare imbrigliano le donne.

Il Maestro si è inoltre scagliato non solo sulle somme impossibili occorrenti per l’acquisto degli abiti, che di fatto rendono l’alta moda inaccessibile a quasi tutte noi, ma anche sui modelli di bellezza imposti. La moda a suo parere dovrebbe essere libertà, mentre “Non è libertà la signora che cammina per strada vede un manifesto di una donna con il seno e il fondoschiena in vista, e vuole farlo anche lei: questo è un modo per stuprare” (anche se va detto che non tutte siamo così galline).

Per non parlare delle modelle in evidente notevole sottopeso che hanno sfilato nel corso dell’happening milanese per alcune case di moda. Brutte, emaciate, malnutrite, scontente, depresse, probabilmente strafatte, esempio in sé molto pericoloso per adolescenti e giovani donne che poi finiscono col diventare anoressiche.

Da anni la Camera della Moda invita gli stilisti ad evitare simili scempi, attuando anche dei controlli sulla salute delle modelle, ma sembra che non sia bastato.

“…poi diciamo che le donne vengono stuprate in un angolo – sostiene ancora il Maestro –  ma le donne continuano a essere stuprate dagli stilisti, da noi. Trovo che questo sia un po’ indegno”.

Ecco, io queste cose le sostengo da tempo, e sono felice che oggi sia uscito allo scoperto un personaggio tanto autorevole ad accusare i vari stilisti di non tener conto della libertà delle donne vestendole in maniera sessualmente troppo esplicita ed anche di scarso gusto. Vedi la ex velina con blazer aperto e seno a vista, costati chissà quanto (il blazer e il seno).

Va bene non mortificare la femminilità, ma noi donne, di qualsiasi età, non dobbiamo permettere a nessuno di mettere il nostro corpo in mostra come se fosse in vetrina, con parametri fisici impossibili da eguagliare perché fra l’altro frutto il più delle volte di chirurgia estetica, e dunque estremamente frustranti per la più parte di noi.

Cerchiamo di vestirci con gusto ma con la testa, e non facciamoci condizionare dagli imperativi categorici di stilisti che il più delle volte, palesemente, non amano il corpo femminile.

A presto.