Mi sono chiesta tante volte perché, soprattutto noi 60+, desideriamo tanto viaggiare, e la risposta è una sola: perché il viaggio è libertà.

Certo, oggi è possibile andare ovunque, quindi il mondo è sempre alla nostra portata, e ci chiama, ci tenta, ci attrae come non mai.

Ai tempi delle nostre mamme e delle nostre nonne il sogno più grande era, per chi poteva, una tantum, andare in viaggio di nozze a Venezia, che comunque resta ancora oggi una meta di grande appeal, da vivere e rivivere molte volte e in stagioni diverse dell’anno e della vita.

Oggi che i viaggi sono diventati meno costosi o comunque più accessibili, però, spesso non ci accontentiamo di destinazioni così vicine e per certi versi così scontate, e guardiamo a mete esotiche, lontane, più ammalianti, almeno nel nostro immaginario.

Non sono di quelle che hanno preclusioni mentali del tipo “visitiamo prima casa nostra e poi andiamo all’estero” (di simili affermazioni illuminate se ne sentono spesso…), ognuno deve andare dove può e dove vuole andare, perché qualsiasi limitazione o preconcetto sono la negazione di ciò che intrinsecamente significa il viaggio stesso.

Quando ti lasci alle spalle la vita di tutti i giorni per placare l’antica inquietudine di Odisseo e prendere un aereo, o un treno, o una nave, o un qualsiasi altro mezzo di locomozione, qualunque sia la destinazione (vicina o lontana), qualunque sia la durata del viaggio (pochi giorni o settimane, o anche un giorno solo), sai che hai davanti a te esperienze, scoperte, incontri, un affascinante caleidoscopio di opportunità.

Abbandoni gli schemi usuali, apri la mente, ti rapporti in maniera diversa alle persone e fai emergere emozioni e desideri che normalmente nel quotidiano lasci congelati dentro di te.

Com’è evidente, viaggiare non è solo fare dei chilometri e allontanarsi da casa, è anche accedere al nostro animo più vero, riaccendere quella dimensione ludica e quella voglia di seguire virtute e canoscenza  (Dante, Inferno, canto XXVI) che sono latenti dentro ciascuno di noi e che esplodono nella nostra mente per il mercato pieno di profumi e di colori, per il sapore sconosciuto, per la melodia inconsueta, per il tramonto sulla foce indolente del grande fiume, per l’azzurro abissale dell’oceano, per le nevi eterne del ghiacciaio, per la strada diritta ed infinita in mezzo ad un mare sterminato e tempestoso di grano maturo, per l’ antica colonna spezzata che si eleva al cielo e ci ricorda il passato lontano e glorioso di una civiltà scomparsa…

Il viaggio è curiosità, è scuola, è rinnovamento, è cura, è oblio, ma è anche gioia di tornare ad Itaca e di riabbracciare i propri cari, gli amici, ricominciando ogni cosa con una nuova energia ed aspettando il momento di ripartire.

Sì, viaggiare,…con un ritmo fluente di vita nel cuore… (L. Battisti)