Caro Google, le mie amiche 60+ ed io, la tua fedele Marianna, non finiremo mai di ringraziarti per tutte le opportunità che ci hai offerto e che ci offri. Ci hai aperto le finestre del mondo perché potessimo accrescere ed affinare la nostra conoscenza. Ci hai fatto sentire meno sole dandoci la possibilità di scambiare con altre persone pareri, opinioni, emozioni. Ci hai tenute aggiornate su tutto ciò che accade. Ci hai fatto comprendere l’universalità del sentire umano. Ci hai insegnato a superare le nostre piccolezze, ad aprirci, ad aiutarci reciprocamente, ad essere resilienti. Ci hai aiutate ad imparare a separare il grano dal loglio della vita. Certo, abbiamo i nostri anni, non siamo native digitali, ma quando i nostri figli hanno cominciato a prendere dimestichezza coi primi computer (il mio chiese un “amiga” per la prima comunione), con perseveranza ed umiltà, pur essendo molte di noi titolate e laureate, abbiamo perseguito il fine di affiancarli nel loro percorso e di apprendere insieme con loro. Quando nella professione ho iniziato ad “usare il computer” ero dai più guardata come un’aliena, e di certo mi sentivo una pioniera in un mondo che cambiava più in fretta di sempre. Poi siete arrivati internet e tu, ed avete reso possibile l’impensabile: scrivere e ricevere lettere in tempo reale, fare delle ricerche, organizzare un database, chiedere e ricevere consigli in ogni campo, conservare immagini, aprire un blog… Il mio primo blog si chiamava “Le suocere imperfette” ed ha permesso a molte mamme e nonne di incontrarsi per parlare e per capire certe nefaste dinamiche familiari, spesso misconosciute se non addirittura irrise. Ora è passata, siamo serene, abbiamo appreso la difficile arte della distanza psicologica, ed abbiamo capito che la voglia di vivere e di divertirci rimane sempre tanta. Siamo ancora belle e ribelli, ovviamente ciascuna a suo modo, siamo forti pur nell’oggettiva fragilità dovuta agli anni vissuti nel bene e nel male, ed abbiamo voglia di imparare ancora ed ancora, mettendoci in gioco e scommettendo su noi stesse. Ora di fatto siamo “Ex suocere imperfette”, cioè proiettate verso un altro futuro, forse più roseo o forse no, ma sicuramente più “nostro”. Tra qualche settimana per esempio prenderò una Freccia, mi farò alcune ore di treno ed andrò a conoscere di persona un’amica carissima incontrata nel precedente blog. Come? Mi sono forse dimenticata di essere una 60+? Ma no, Google caro, ma no! E’ ben per questo che vado, perché è proprio ora che mi sento davvero libera… Tu però, caro ed amato Google, devi aiutarci. Spero che ti accorgerai di questo blog, che lo indicizzerai presto, permettendo dunque a tutte noi ex suocere imperfette di ritrovarci nel nostro salotto virtuale e di combinarne ancora delle belle! Vedrai che ti divertirai anche tu. Ti saluto con gratitudine ed affetto, certa, eddai, che di simili lettere non ne hai mai ricevuta nessuna. Marianna