Luciano Ligabue

Quando il sonno non arriva, anche se sai che avresti bisogno come non mai di chiudere gli occhi, di sprofondare nella morbidezza del tuo letto e di distaccarti da tutti i tuoi pensieri, entri in un mondo di solitudine e di alterazione. Dormono tutti, o almeno così credi: sognano, riposano, elaborano, mentre tu ti rigiri sotto le coperte e subisci impotente l’infilata delle ore che con lentezza esasperante si susseguono sul display notturno dell’orologio. Di tanto in tanto ti sembra di scivolare in una specie di torpore leggero (forse ci siamo) ed invece riaffiori inesorabilmente alla coscienza, senza sapere perché. Certe notti non sono notti qualunque ma luoghi segreti ed angusti dell’anima, dove metti alla prova la tua resilienza guardando in faccia non solo le ansie, le paure, l’ineludibilità della sofferenza e del trascorrere del tempo, ma anche l’unicità delle tue risorse. Dove sai che troverai scampo solo alle prime luci dell’alba, forse… Le hai provate tutte, il latte tiepido col miele, la valeriana, la melatonina, il bagno caldo, il contare le pecore, la geomanzia e persino le benzodiazepine (oggettivamente da evitare)… ma alla fine capisci che non serve. Quando va così va così. Dicono che sia l’età, ma non sono certa che si tratti solo di questo. Io credo sia anche la vita, che scorrendo lascia in noi i suoi segni ed un certo mood malinconico che cresce con il senso della sua fuggevolezza. E’ così che la sera cominciamo ad essere guardinghe non appena viene buio. Non sappiamo come andrà né se, o per quanto tempo, la nostra mente troverà pace. Eppure poi torna sempre la luce. Nonostante l’offuscamento dovuto al riposo insufficiente, la nostra mente, di default, torna a credere, e chissà per quante volte ancora o perché, che tutto potrà andare per il meglio. Essere una vera 60+ è anche questo…